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Brigiotti Sergio

Opere dalla sua collezione privata.

Beppe Guzzi ( 1902- 1982 )
Natura Morta
Dipinto Olio su Tela
Misure cm 70x50.
Bartolomeo Giuliano ( 1825-1909)
Pescatrice di Fiume
Dipinto olio su tela
Misure cm 100x52
Numero di Lotto 208.

Giovanni LOMI (Livorno, 1889-1969).
Vicolo
Allievo di Adolfo Tommasi. Pittore affermato fece parte per molti anni del Gruppo Labronico e partecipò a varie edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma.
Nel 1994 un suo busto in bronzo fu collocato nel parco comunale di Villa Fabbricotti a Livorno.

Gaston SCHNEGG (Bordeax 1866-Parigi 1953)
Paesaggio di Campagna
Allievo di Alexandre Falguière alla Scuola di Belle Arti di Parigi. E’ stato un importante scultore prima di essere apprezzato come pittore.

Giuseppe FALCHETTI (Caluso, Torino 1843-1918).
Natura Morta-Cornucopia con fiori/Natura morta con frutta e figura classica
Allievo di Giuseppe Camino. Verso il 1860 aprì uno studio a Torino.
La natura morta è uno dei temi principali della sua produzione, tanto da assumere l’incarico governativo di riprodurre le uve italiane da vino e da pasto in tavole a colori (1876).
Alcune opere si trovano nella Galleria d’Arte Moderna di Torino.

Ferruccio RONTINI (Firenze, 1893-Livorno, 1964).
Mercato
Diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Firenze ne divenne in seguito un docente. Il suo iniziale stile macchiaiolo subirà un’evoluzione soltanto a partire dagli anni Quaranta del Novecento.
Fu tra i fondatori, nel 1920, del Gruppo Labronico. Ricordiamo la sua partecipazione alla mostra “Fiorentina Primaverile” del 1922 e alla Biennale di Milano del 1925.
Il Comune di Livorno gli ha dedicato una via della città.

Cesare BISEO (Roma, 1843-1909).
Preghiera
Allievo del padre Giovanni Battista. Su invito del viceré d’Egitto si recò ad Alessandria, dove affrescò il Palazzo del Governo. Pittore orientalista di grande spessore emotivo e di grande ricchezza cromatica.
Alcune sue opere sono a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Attilio PRATELLA (Lugo, 1856-Napoli, 1949).
Pescatori alla marina
Di origine romagnola, si trasferì a Napoli dove studiò con Puccinelli, Palizzi e Morelli. Qui esercitò l’attività artistica fino alla morte, realizzando opere di grande suggestione lirica che descrivevano una Napoli in via di estinzione. Dal secondo Novecento, infastidito dal rumore creato attorno ai grossi nomi della pittura napoletana, non partecipò più alle mostre collettive, preferendo a queste esposizioni personali.
Dopo la morte le città di Napoli e di Lugo gli hanno intitolato una strada.

Beppe GUZZI (Genova, 1902 – Roma, 1982).
Natura morta con conchiglia/Natura morta con limoni
Nel 1913 si stabilisce a Livorno, dove inizia ad appassionarsi alla pittura. Nel 1920 è tra i fondatori del Gruppo Labronico. Fu autodidatta, la sua prima mostra personale avviene nella Bottega d’Arte di Livorno nel 1924.
Fondò e diresse la scuola d’arte della Federazione dei Fasci di Combattimento di Livorno.
Tra i suoi allievi alla Vetreria italiana di Livorno vi furono personalità artistiche quali Mario Nigro, Voltolino Fontani, Ferdinando Chevrier, Angelo Sirio Pellegrini. Guzzi oltre all’attività di pittore si dedicò anche a quella di maestro vetraio. Partecipò a moltissime mostre tra le quali 11 edizioni della Biennale di Venezia e 6 edizioni della Quadriennale di Roma.
Nel 1945 si trasferì da Livorno a Roma, dove entrò in contatto con i pittori della Scuola romana.
Nel 1951 fece parte della commissione per l’allestimento e la collocazione delle opere della Quadriennale.

Silvio POMA (Trescore Balneario, 1840-Turate, 1932).
Paesaggio campestre con pastorella
Volontario nella II Guerra di Indipendenza prosegue la carriera militare fino al 1866 quando si congeda dopo aver contratto la malaria. Al suo rientro a Milano frequenta Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, entrambi pittori-soldati conosciuti durante la campagna del 1859. Nel 1876 vince il premio Mylius dell’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1877 un suo paesaggio è acquistato all’Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II.

Giorgio KIENERK (Firenze, 1869-Fauglia, 1948).
Ritratto di ragazza
Allievo di Adriano Cecioni e di Telemaco Signorini, negli anni Novanta dell’Ottocento, si rivolge alle nuove tendenze artistiche internazionali, come il divisionismo, il simbolismo e l’Art Nouveau; la naturale adesione a questo clima di rinnovamento introduce l’artista nei circuiti espositivi europei.
Sul finire del Secolo e nel Novecento la sua attività coinvolge anche l’arte grafica che proprio in quel periodo gode di una ampia diffusione, evidenziando la sua grande potenzialità creativa.
Dirigerà per trent’anni la Civica Scuola di Pittura di Pavia.

Cafiero FILIPPELLI (Livorno, 1889-1973).
Interno di “Tortaio”
Frequentò l’Accademia delle Belle Arti di Firenze, entrando in contatto con Giovanni Fattori e con Galileo Chini.
Allievo di Lorenzo Gori e di Lorenzo Cecchi, Cafiero Filippelli partecipò a varie edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro del Gruppo Labronico.

Mario COCCHI (Livorno, 1898-Livorno, 1957).
Malinconia
Seguendo le orme delle zio materno (il pittore Eugenio Caprini), inizia a dipingere nell’ambiente artistico livornese, nella corrente pittorica definita dei Macchiaioli, simboleggiata soprattutto da Giovanni Fattori.
Nel 1920, fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, il più antico gruppo pittorico europeo.
Inizialmente vicino alla tecnica divisionista, Mario Cocchi si avvicinò successivamente alle tendenze stilistiche del Novecento, traendo la propria ispirazione dalla pittura fiamminga e dai classici dell’Impressionismo.

Carlo Felice BISCARRA (Torino, 1823-1894)
Veduta dei Bagni Palmieri
Apprese dal padre i primi elementi della tecnica pittorica.
Dal 1843 cominciò ad esporre alla Società Promotrice di Belle Arti di Torino e nel 1850 ottenne il suo primo grande successo col quadro Cola di Rienzo che arringa il popolo romano, che venne acquistato da Vittorio Emanuele II.
Nel 1860 divenne segretario perpetuo della Accademia Albertina di belle arti.
Nel 1869 fondò, insieme con L. Rocca, L’Arte in Italia, pubblicata ininterrottamente per cinque anni fino all’anno 1873, una delle prime riviste italiane riccamente illustrate.
Nel 1883, come membro della Commissione Governativa Conservatrice dei Monumenti, diresse una campagna fotografica sulle antichità della provincia di Torino.

Rubens SANTORO (Mongrassano, 1859-Napoli 1942)
Monastero
Allievo di Domenico Morelli è ritenuto uno dei maggiori esponenti della pittura napoletana a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.

Ercole GIGANTE (Napoli, 1815-1860)
Veduta del golfo di Napoli
Allievo del fratello Giacinto, si dedicò alla pittura di paesaggio seguendo le ricerche della Scuola di Posillipo. I suoi paesaggi, pur vicini a quelli di Giacinto, se ne distinguono per l’impostazione vedutistica più tradizionale.

Renato NATALI (Livorno, 1883-1979).
Naufragio/Maremma
Autodidatta, sin da giovanissimo cominciò ad interessarsi all’arte pittorica.
Nel 1903 fu premiato con una medaglia d’argento dal Ministero della Pubblica Istruzione, mentre due anni dopo partecipò alla sua prima Biennale di Venezia a cui seguì la partecipazione a ben altre 6 edizioni e un’unica partecipazione alla Quadriennale di Roma.
Si recò a Venezia e a Parigi, dove frequentò Leonetto Cappiello e Amedeo Modigliani.
Influenzato dalle tendenze europee, nel 1914 rientrò a Livorno, indirizzando la sua pittura su colori e tematiche più vivaci rispetto a quelle trattate fino allora.
Partecipò alla fondazione del “Gruppo Labronico”.

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